Dal chiccho alla tazzina:

Tostatura lenta e raffredamento ad aria

Un espresso perfetto, naturalmente!

Non stupitevi di un espresso perfetto.
Anche se quella del caffè non è una scienza esatta, solo quando hai la passione e la conoscenza del caffè potrai offrire un caffè eccellente!

Le miscele di caffè Nik Finelli Cafè hanno una ricetta segreta fatta di:

  • attenta ricerca e selezione delle materie prime
  • importazione dei migliori caffè direttamente dai Paesi di origine
  • miscele esclusive
  • tostatura lenta come insegna la migliore tradizione
  • raffreddamento naturale ad aria
  • confezionamento con packaging innovativi
  • passione per il caffè

La tostatura è quell’alchimia che trasforma e miscela, restando magica e segreta.

Imprime l’inconfondibile aroma e il gusto tipico della bevanda chiamata universalmente “caffè”, che la rende unica e irrinunciabile per ormai miliardi di persone in ogni parte del mondo.

Tornando all’alchimia moderna, il processo di tostatura (o torrefazione) costituisce una delle fasi fondamentali nella lavorazione del caffè.

Oltre a rendere commestibile il caffè verde, conferisce il profilo aromatico e organolettico caratteristico di ogni miscela di caffè.

Durante la tostatura, attraverso la somministrazione di calore ai chicchi, avvengono trasformazioni che formano e sviluppano una complessità di componenti e aromi.

La tostatura consiste nel fornire calore ai chicchi di caffè aumentando, secondo profili specifici, la temperatura e il tempo di cottura.

Secondo il procedimento di tostatura tradizionale, in un grande tamburo rotante, i chicchi sono sottoposti a una fonte di calore che aumenta progressivamente fino a temperature oscillanti tra 200 e 230°C per 12-15 (in alcuni casi anche 20) minuti.

  • A 100°C i chicchi si asciugano e acquistano un colore dorato. Il profumo della tostatura inizia a farsi sentire.
  • Oltre i 150-180°C i chicchi acquistano volume e diventano più grandi, lucenti e assumono il caratteristico colore bruno.
  • A 200-230°C la torrefazione è a livello ottimale, i chicchi hanno perso peso, sono diventati friabili e il loro colore è più scuro. Il caffè assume il suo profumo caratteristico. Il chicco inizia anche a perdere anidride carbonica, un processo che continua per giorni dopo la tostatura.

Per le tostature più spinte si può arrivare fino a un massimo di 240°C in quanto oltre queste temperature si andrebbe a raggiungere la pericolosa soglia dell’autocombustione del caffè.

Con l’allungamento del tempo di tostatura, si sposta l’equilibrio tra acidità e amarezza.

Se però i tempi si allungano troppo, i composti di aromi volatili vengono distrutti, impoverendo il caffè.

Ecco perché, non appena estratto dalla tostatrice, il caffè viene rapidamente portato a temperatura ambiente con dei flussi d’aria.

Il raffreddamento ad aria è importante quanto la tostatura perché blocca la cottura lasciando intatti gli aromi migliori e preservando il caffè.

Il metodo per convezione determina una più omogenea distribuzione del calore al chicco, garantendo una maggiore uniformità di cottura tra l’interno e l’esterno dello stesso e ottenendo quindi un miglior sviluppo e una maggiore valorizzazione delle proprietà organolettiche del caffè.

Inoltre, un corretto trasferimento del calore al chicco durante le diverse fasi del processo di tostatura facilita le reazioni chimiche (come ad esempio quella di Maillard che trasforma gli zuccheri).

La lentezza della lavorazione tradizionale è considerata l’unico mezzo per far affiorare la raffinatezza e la complessità nei caffè di qualità superiore.

Per ottenere aromi raffinati ci vuole tempo. E il caffè non sfugge a questa regola.
Se il caffè è torrefatto rapidamente, certi aromi non si avranno. Mai.
Se non si lascia riposare il caffè dopo la tostatura, certi aromi non ci saranno. Mai

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